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Bioenergie, il caso Valbasento

Il 27 settembre 2021 si è svolto in modalità online il workshop finale del progetto internazionale BIOPLAT-EU che ha avuto come partner internazionale la Fao e come partner italiano il Crea di Roma (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). Il Csi ha preso parte all’ incontro finalizzato a spiegare le funzionalità e fornire una prima guida all’utilizzo dello strumento STEN, per dare una dimostrazione delle sue potenzialità analitiche con riferimento al territorio della regione Basilicata e Valbasento al fine di promuovere l’adozione di STEN nell’ambito di processi decisionali e delle politiche in materia di sviluppo agricolo, energetico e industriale a livello locale e nazionale. Infatti il progetto Bioplateu ha sviluppato e messo a punto uno srumento accessibile online di georeferenziazione per l’individuazione di aree MUC- Marginali, Sottoutilizzate e Contaminate destinabili alla coltivazione di colture da biomassa per la produzione di bioenergie in Europa. Lo strumento webGIS Tool vuole essere un supporto decisionale per soggetti pubblici e privati interessati a analizzare la fattibilità e sostenibilità di filiere bioenergetiche in determinati contesti locali per agevolare e consentire agli utenti di cercare terreni MUC in Europa, selezionare un percorso agricolo e bioenergetico adatto e condurre valutazioni di sostenibilità comprese le emissioni di gas a effetto serra, l’impronta idrica, gli impatti sull’occupazione e molto altro.

Il Csi di Matera con la Val Basento con le sue aree Sin e agricole non utilizzabili a fini industriali è stato un dei due casi studio del progetto (l’altro il Sulcis in Sardegna) presentato a Matera già nell’ottobre del 2020. Con l’obiettivo di individuare le aree delle zone industriali per realizzare una produzione di biomassa da utilizzare per energia, calore e biocarburanti. Una opportunità in più per diversificare le attività economiche e recuperare ambientalmente delle aree degradate a fini produttivi creando una filiera locale (micro grid) che può trovare in Tecnoparco il suo terminale a partire dai produttori agricoli. Le risorse finanziarie per l’economia circolare e per le energie previste dal PNRR potranno essere destinate anche a questo tipo di produzione che coinvolga i partner locali coinvolti in maniera qualificata al meeting di ottobre. Infatti erano intervenuti l’avv Michele Somma ad per Tecnoparco, Giuseppina Costantini del Cea Basilicata, Bosciolano, Restaino e Lo Vecchio per la Regione Basilicata e la dott. ssa Vera Corbelli in videoconferenza per l’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale) per le imprese i rappresentati dei cluster energia Marsico e bioeconomia Lazzazzera, e l’ad Russo per Greenswitch srl) per la ricerca il Prof Cozzi al posto di Romano per Unibas, Braccio per l’Enea e Crescenzi per l’Alsia.

Ciascuno aveva già manifestato dal suo punto di vista interesse al progetto e disponibilità a realizzare in Val Basento una filiera corta bioenergetica validata dal punto di vista ambientale, sociale e economico

Il progetto è giunto alla conclusione. Il consorzio in una logica di servizio è disponibile per collaborare con gli interessati.

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