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venerdì, Dicembre 2, 2022
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Guerra dell’energia e delle materie prime

E’ veramente strana la vita in tutte le sue varie sfaccettature, ivi compresa quella che attiene al ciclo imprenditoriale, atteso che proprio quando sembrava che il bel tempo della ripresa economica, complice anche l’allentamento della morsa determinata dalla Pandemia da Covid-19 grazie ai vaccini, potesse splendere sulla maggior parte del sistema economico nazionale ed europeo, ecco arrivare improvvisa ed inopportuna la guerra tra la Federazione Russa e l’Ucraina.

Guerra che si è inserita in un ciclo che già stava registrando uno spropositato aumento delle materie prime che ha investito tutti i comparti produttivi da quelli artigianali a quelli industriali e tutti i settori di attività, dall’alimentare al manifatturiero, dai trasporti all’alimentare, cui si è unito l’aumento esponenziale nell’ordine del 200/300% dell’energia (elettrica e gas). Difficile per le imprese resistere dinanzi ad una manovra tenaglia di queste proporzioni con l’inflazione che inizia ad assumere ritmi di crescita tali da minare anche la fiducia dei più ottimisti.

Si è aperta una fase complessa e difficile e senza interventi reali del Governo ma soprattutto della Commissione e del Parlamento Europeo sarà difficile per il mondo delle imprese, soprattutto quelle di dimensioni minori, artigiani e Mpmi venirne fuori gravi contraccolpi. Il grado di resilienza delle nostre piccole imprese è noto ed è grande ma due anni di Pandemia hanno fiaccato nell’animo e nelle finanze tantissime imprese.

Pianificare la non dipendenza dal gas russo non sarà una operazione facile, ci vorrà tempo, si stima dai 2 ai 3 anni, ma prima si comincia e meglio sarà. In prima linea nel presentare proposte che vadano in questa direzione ritengo che sia da sfruttare il potenziale delle piccole imprese grazie al quale si potrebbe realizzare un progetto riguardante il fotovoltaico sull’intero territorio nazionale da 60mila megawatt, cioè 3 volte superiore l’attuale capacità installata in Italia, di cui il 3/4% pari a 1800/2400 magawatt potrebbe essere allocata in Basilicata ed in particolare nelle zone industriali ed artigianali.

Parte da qui la richiesta che Cna ha avanzato al Governo nazionale e che nei prossimi giorni avanzeremo anche al Governo regionale, rispetto alla quale chiediamo il sostegno del Consorzio ASI di Matera, per dare impulso all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili di artigiani e piccole imprese, con la richiesta di introdurre misure specifiche per la platea delle piccole imprese, prevedendo l’istituzione di un fondo dedicato al sostegno dell’autoproduzione o, preferibilmente, un credito d’imposta dell’investimento per l’installazione di impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, in modo da poter ipotizzare la realizzazione nelle sedi aziendali di impianti da fonti energetiche rinnovabili.

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