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sabato, Luglio 2, 2022
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I riflessi locali della guerra

Il tema di questo terzo numero di Matera Industria e Territorio è l’economia di guerra. Un tema caldo che abbiamo voluto condividere con gli stakeholder del giornale e con le aziende delle aree industriali gestite dal Consorzio. “I contorni di questa economia di guerra -afferma Rocco Fuina, amministratore unico del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera- appaiono sempre più chiari con il passare delle settimane e sarà cruciale continuare a monitorarli per adeguare la risposta del Consorzio alle esigenze delle imprese che operano nelle sue aree. Rispetto a inizio marzo lo shock sulle materie prime sembra stare rientrando, ma i prezzi rimangono molto più elevati rispetto a inizio crisi, e si inseriscono in un contesto di aumenti già molto netti da almeno un anno.

Purtroppo gli effetti più forti del conflitto sono quelli indiretti: i costi dell’energia, in particolare, stanno mettendo e continueranno a mettere in seria difficoltà le industrie italiane e lucane, soprattutto quelle più energivore, come abbiamo avuto modo di constatare nelle ultime settimane incontrando direttamente gli imprenditori”. La guerra tra Russia e Ucraina si inserisce in un contesto già difficile per le materie prime, spingendo un trend al rialzo iniziato con la ripresa post-pandemia.

Nel caso del conflitto si tratta di un vero e proprio shock dal lato dell’offerta, alimentato, oltre che dai blocchi alle esportazioni, dai rischi di interruzione delle forniture di diverse commodities fondamentali. Prime fra tutte quelle energetiche: i prezzi spot del gas olandese (Dutch TTF) sono più che raddoppiati nei giorni successivi all’invasione russa, raggiungendo il valore record di 345 euro per Megawattora l’8 marzo scorso: dieci volte i valori di inizio 2021. Le sanzioni alla Russia hanno poi fatto perdere l’interesse del mercato per il petrolio russo (Ural), spingendo le quotazioni del Brent al rialzo e riportando in auge perfino il carbone come fonte energetica: dopo l’invasione, il suo prezzo è cresciuto di oltre il 50%.

“La sfida energetica – conclude Fuina- sarà una delle sfide più significative che ci aspetta nei prossimi mesi. Nel comparto industriale e manifatturiero, a soffrire saranno soprattutto quelle aziende ad alta intensità energetica, ovvero quelle che utilizzano maggiore energia per produrre la stessa quantità di valore aggiunto. Per questo stiamo seguendo con molta attenzione le opportunità legate all’idrogeno verde per il quale le aree industriali di Jesce e La Martella si candidano ad essere hub di produzione e distribuzione. Ma non trascuriamo le opportunità che offre la ZES di Taranto che, nel solco di altre esperienze internazionali di successo, si pone l’obiettivo di creare l’effetto volano per rilanciare l’economia locale della provincia di Matera”.

L’incertezza dell’economia

Il primo scorcio del 2022 ha visto una nuova escalation delle tensioni tra Russia e Ucraina sotto lo sguardo preoccupato dell’Occidente. Le origini di queste tensioni sono note: da tempo l’Ucraina cerca di entrare nella Nato, mentre Mosca vuole preservare la propria influenza su un’ex-repubblica sovietica con cui condivide oltre 1500 chilometri di confine e da cui transita quasi il 40% del gas russo destinato all’Europa.

L’indice di incertezza della politica economica per l’Italia è salito del 21,1 per cento nella media dei primi due mesi del 2022 rispetto al quarto trimestre del 2021, ma è destinato ad aumentare ancora. Nei primi quattro mesi della pandemia (marzo – giugno 2020) aveva avuto un incremento medio del 62,8 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti, in quelli successivi al fallimento di Lehman Brothers salì del 30,7 per cento e dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 dell’85 per cento.

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