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sabato, Luglio 2, 2022
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La speculazione energetica e l’ascesa del prezzo del petrolio

L’effetto di sanzioni e contro-sanzioni sta ulteriormente amplificando questo impatto complessivo sui mercati. Lo si vede chiaramente guardando ai prezzi del petrolio. Stati Uniti, UK e Canada hanno smesso o smetteranno di importare petrolio russo nei prossimi mesi. Non una grande rinuncia se si guarda al peso di greggio e derivati russi sul totale delle loro importazioni di tali prodotti: circa l’8% per USA e UK, meno dell’1% per il Canada.

Questa decisione segnala però ai trader il rischio sempre maggiore di commerciare greggio russo. Così chi acquista si “butta” sul petrolio degli altri, facendone impennare i prezzi (ai massimi dal 2008). Occorrerebbe quindi aumentare l’offerta per evitare di dare benzina all’inflazione. Lo sanno bene gli Stati Uniti, che cercano sponde tra paesi non proprio alleati. Tra questi anche l’Iran. Un fatto che sta creando nuovi ostacoli ai negoziati sul nucleare proprio quando ormai sembrava intravedersi il traguardo.

Rimuovendo le sanzioni su petrolio ed economia iraniana, il regime degli ayatollah potrebbe aggiungere fino a 1,3 milioni di barili di greggio al giorno alla propria produzione. I prezzi del greggio scenderebbero e con essi le entrate economiche di cui Mosca ha ora disperato bisogno. Ecco perché potrebbe decidere di far saltare l’accordo.

La No-Fly zone commerciale su Mosca.

Al di là degli aspetti umanitari ed economici non si possono non menzionare le conseguenze della guerra sui rapporti tra Occidente e Russia, che sembrano ormai separati da una distanza incolmabile. Una distanza che diventa visibile guardando anche solo alle rotte del traffico aereo. Unione europea, Stati Uniti e Giappone hanno vietato agli aerei russi di attraversare il loro spazio aereo, innescando di conseguenza il divieto reciproco di Mosca.

Molte tratte hanno quindi subito cambiamenti di rotta significativi: due ore in più per un volo Francoforte a Pechino, o tra Londra e Tokyo. Se fino a poche settimane fa per andare in Thailandia dal nord Europa si passava sopra la Russia, ora bisogna volare a sud-est verso l’Arabia Saudita.

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