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sabato, Luglio 2, 2022
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Meno gas, più idrogeno

Il conflitto tra Russia e Ucraina sta spingendo le istituzioni dell’Unione Europea ad accelerare sulla riduzione della dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili e in particolare da quelli provenienti dalla Russia. Ursula Vonder Leyen, Presidente della Commissione Europea ha dichiarato “Dobbiamo diventare indipendenti dal petrolio, dal carbone e dal gas russo, non possiamo assolutamente fare affidamento su un fornitore che ci minaccia esplicitamente; dobbiamo agire ora per attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, diversificando le fonti di approvvigionamento di gas per il prossimo inverno ed accelerare la transizione verso una energia più pulita”.

A tal fine la Commissione Europea Propone di elaborare il Piano RepowerEU, che rafforzerà la resilienza del sistema energetico dell’UE, basandosi su due pilastri: diversificazione degli approvvigionamenti del gas e aumento delle produzioni del biometano, produzione di idrogeno verde e di tutte le energie rinnovabili. L’Italia consuma all’anno 75 mld di metri cubi di gas, e in questi giorni la percentuale di quello russo è pari a circa il 40%. Si deve ridurre la dipendenza dal gas e non semplicemente da quello russo. Occorre approntare un piano di misure volte a rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia e a ricostruire le scorte di energia per il prossimo inverno.

Il presente ed il futuro è nelle fonti energetiche rinnovabili, rispetto alle quali è necessario accelerare i processi autorizzativi nelle aree industriali e idonee, incentivando la produzione di energia pulita e riducendo i sussidi a favore dei combustibili fossili (circa 18 mld all’anno). Elettricità Futura, organizzazione di Confindustria, dichiara che le imprese del settore delle rinnovabili sono pronte ad investire 85 mld e a garantire 80.000 posti di lavoro, costruendo 20 GW ogni anno e tagliando 15 mld di metri cubi di gas ogni anno (20% di quelli consumati in Italia annualmente).

Quanto più velocemente passeremo alle energie rinnovabili e all’idrogeno, associati ad una maggiore efficienza energetica, tanto più velocemente saremo di fatto indipendenti e in grado di controllare il nostro sistema energetico. Nelle linee Guida della Strategia Nazionale sull’Idrogeno, si individua il ruolo che l’idrogeno può occupare nel percorso nazionale di decarbonizzazione. L’idrogeno su breve termine fino al 2030 diventerà competitivo in applicazioni selezionate come l’industria chimica, l’industria dove c’è necessità di forni ad alta temperatura, la mobilità pesante degli aerei, i treni, le navi, fino ad arrivare ai camion a lungo raggio. Il mercato dei camion e bus a lungo raggio a celle a combustibile sta accelerando, con i primi mezzi già operativi in alcuni Paesi d’Europa. La previsione e di 200.000 veicoli entro il 2030.

Gli interporti sono dei luoghi dove già nei prossimi anni sarà necessario sodisfare la domanda di idrogeno. In molti Paesi dell’UE si sono fissate le soglie per la miscelazione dell’idrogeno con il gas metano, benché in Italia un limite sia ancora da definire, è plausibile che entro il 2030 si arrivi ad avere almeno 2% di idrogeno miscelato all’interno delle condotte di gas metano.

Mario Battello

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