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martedì, Febbraio 7, 2023
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Transizione energetica e burocrazia

L’ultima competizione elettorale che ha portato gli italiani alle urne lo scorso 25 settembre propone nuove sfide al futuro Governo per rendere attuabile in maniera rapida ed efficace la transizione ecologica in Italia. “Per questo motivo -afferma Rocco Fuina, Amministratore unico del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Matera- voglio lanciare un appello rivolto ai vincitori di queste elezioni. Auspico che chi occupa gli scranni del Governo nazionale possa modificare la vecchia legge sugli espropri (d.p.r. 327/2001) per favorire realmente la transizione ecologica rendendoci indipendenti dai combustibili fossili, che acquistiamo da paesi terzi.

Con gli ultimi decreti legge (in particolare quello di fine maggio 2022, art. 10 bis) il Governo Nazionale, ha autorizzato l’installazione di impianti da fonti rinnovabili come il fotovoltaico ovunque, almeno nei comparti industriali. La ratio è giusta e condivisibile, tuttavia, questo provvedimento governativo, si scontra con le lungaggini, anche ultra ventennali, della procedura espropriativa vigente: se i proprietari dei fondi oggetto di richieste di installazione fotovoltaiche non trovano un accordo con gli imprenditori, da codice civile, scatta la procedura di esproprio. E se il proprietario del fondo dovesse opporsi alla stima, nascerebbe un contenzioso tra ente espropriante e proprietari che potrebbe durare tantissimi anni, precludendo la possibilità di immediata installazione di questi nuovi impianti da energie alternative”.

Dunque appare reale ed attuale il problema di rendere la nostra nazione autonoma ed autarchica dal punto di vista energetico. Snellire e ridurre i tempi per gli espropri è una attività necessaria e propedeutica per lo sviluppo delle energie alternative. “Il progetto di autonomia energetica, messa in campo da Draghi, -continua Fuina- va coltivata e portata a termine. Il mio è un semplice consiglio tecnico da divulgare a coloro che andranno a rappresentarci perché facciano proprio il messaggio e lo trasformino, in tempi brevi, in Legge.

Questo autunno sarà, per le famiglie italiane, una stagione di lacrime e sangue. Il rischio, concreto, è di lavorare solo per pagare le utenze energetiche luce e gas. Le energie alternative possono rappresentare una soluzione ottimale per contrastare questi alti costi per le famiglie a seguito delle speculazioni energetiche innescatesi a livello mondiale dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina”.

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